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Altri edifici

Qualunque edificio di proprietà pubblica può essere riqualificato energeticamente: uffici amministrativi, tribunali e altri luoghi di servizio al cittadino, alloggi di proprietà pubblica, etc. Tra i principali interventi è possibile:

  • migliorare la coibentazione dell'involucro, con l'isolamento di pareti e coperture, la sostituzione degli infissi, l'installazione di schermature solari
  • sostituire vecchi impianti di produzione dell'energia termica con sistemi più efficienti o alimentati a fonti rinnovabili - caldaie a condensazione, pompe di calore, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici, anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo – e approfittare per riqualificare il sistema di climatizzazione invernale
  • abbattere i consumi elettrici sostituendo i corpi illuminanti
  • oppure intervenire su tutto l'edificio con un mix di questi interventi sulla base di una diagnosi energetica

    Intervenire radicalmente su un edificio può consentire di trasformarlo in un edificio ad energia quasi zero (nZEB), che consuma pochissimo e produce da fonti rinnovabili l'energia che consuma. Ciò può essere occasione per rinnovare il patrimonio pubblico oltre la dimensione energetica, creando spazi più funzionali e sostenibili.

     

Incentivi a disposizione

La riqualificazione energetica di un edificio pubblico può beneficiare del contributo a fondo perduto del Conto Termico. Possono accedere al meccanismo tutti i soggetti pubblici che detengono la proprietà e l'utilizzo di un edificio, anche qualora scelgano di affidarsi a una società di servizi energetici (ESCO) per la gestione energetica e per la realizzazione degli interventi.

Il Conto Termico incentiva la maggior parte delle tipologie di interventi che possono rendere energeticamente più efficiente una scuola. Il contributo è calcolato sulla base del tipo di intervento, in funzione dell'incremento delle prestazioni energetiche che genera, o – nel caso di interventi sugli impianti - sulla base dell'energia producibile.

L'incentivo è pari orientativamente al 40% delle spese ammissibili e può arrivare fino al 65% nel caso di trasformazione di un edificio in nZEB. L'incentivo riconosciuto ad un intervento nZEB consente la demolizione del vecchio immobile e la sua ricostruzione ex novo, anche in un sito diverso.

E' possibile richiedere un anticipo sull'incentivo prima o durante la realizzazione dei lavori, oppure fare domanda per l'intero ammontare a fine lavori. Il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente dell'Ente che ne fa richiesta, entro due mesi dalla sottoscrizione del contratto con il GSE.

Se gli interventi di efficienza energetica hanno incluso anche l'installazione di impianti di produzione elettrica a fonti rinnovabili – per esempio un impianto fotovoltaico – con il Servizio di Scambio sul Posto il GSE può aiutare ad ottimizzare la bolletta energetica della scuola.

 

Come coprire il resto dei costi

Gli incentivi del Conto Termico sono cumulabili con tutti gli altri incentivi di natura comunale, regionale, statale e anche europea, fino al 100% di copertura delle spese ammissibili.

L'approvvigionamento delle forniture

Per l'acquisizione dei prodotti necessari alla realizzazione degli interventi di efficienza energetica incentivati dal Conto Termico, è possibile utilizzare il Mercato elettronico messo a disposizione da CONSIP per le Pubbliche Amministrazioni (MePA) per gli acquisti sotto soglia comunitaria.

Sul MEPA sono disponibili “Capitolati speciali CT 2.0" per acquistare prodotti con caratteristiche conformi al Conto Termico: caldaie a condensazione a gas, sistemi di illuminazione, pompe di calore per il clima, pompe di calore per acqua calda sanitaria e solare termico.

Una volta acquistati i beni, è comunque necessario presentare la richiesta di incentivo al GSE.