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lettera agli stakeholder

Il 25 settembre 2015, dopo quasi due anni di negoziati, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha formalmente adottato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, corredata da una lista di 17 obiettivi (Sustainable Development Goals – SDGs) riguardanti tutte le dimensioni della vita umana e del pianeta, e 169 sotto-obiettivi, che dovranno essere raggiunti da tutti i Paesi del mondo entro il 2030. L’Agenda 2030 supera l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo umano. Tutti siamo chiamati a contribuire alla creazione di un nuovo modello globale di sostenibilità. “Responsabilitàè una delle parole d’ordine. Gli obiettivi ambiziosi hanno il grande potere di indicare una via, ispirare, muovere all’azione. E tuttavia a volte la motivazione si scontra con la nostra naturale tendenza a considerare il futuro meno tangibile e cogente del presente (problema dello “sconto iperbolico”), sia esso un futuro catastrofico frutto del cambiamento climatico o, all’opposto, il futuro meraviglioso che possiamo costruire e ri-consegnare ai nostri figli.

Non abbiamo un mondo ricevuto in eredità dai nostri padri, ma abbiamo un mondo datoci in prestito dai nostri figli”. L’imperativo categorico kantiano che guida la nostra condotta morale rischia di vacillare senza un prossimo coesistente oppure oltre il vincolo di affettività di qualche generazione. Ecco perché, più che mai, abbiamo il dovere di rendere evidenti i benefíci del nostro agire qui e ora. Per esempio affiancando al concetto di sostenibilità quello di vivibilità della nostra società. E rendendo trasparente il valore creato dal nostro impegno sulla sostenibilità, Valore Condiviso. La teoria del Valore Condiviso, formulata da Porter e Kramer, esamina il legame tra sistema economico e società. Prende le mosse dall’idea che le aziende debbano attivarsi per creare valore economico in modo da generare valore per l’azienda e contemporaneamente valore per la società, rispondendo sia alle necessità dell’azienda sia alle esigenze di tipo sociale, creando dunque occasioni di sviluppo per l’impresa e per 8 i suoi stakeholder.

Nel caso del GSE gli stakeholder sono tutti, è il sistema Paese. Il GSE promuove lo sviluppo sostenibile sia al proprio interno, per esempio impegnandosi per le pari opportunità, l’inclusione sociale, la predisposizione di un ambiente di lavoro sano e sicuro, sia all’esterno, in virtù del suo ruolo propulsivo dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e dell’efficienza energetica. La missione del GSE è, da sempre, lo sviluppo sostenibile. In questo quadro gli incentivi sono un mezzo importante – l’Italia investe l’1% del PIL in sostenibilità ambientale per il tramite del GSE – ma non sono il fine: il fine è lo sviluppo sostenibile. E per questo fine il GSE sta moltiplicando l’impegno, affiancando agli strumenti canonici altre iniziative, dal supporto alla Pubblica Amministrazione locale a misure di economia comportamentale.

Nei primi mesi del 2017, la struttura organizzativa aziendale è stata aggiornata testimoniando tale impegno, con la creazione della Divisione Sviluppo Sostenibile, nata con lo scopo di promuovere ulteriormente il perseguimento degli obiettivi di sostenibilità della Società e del sistema Paese, tenendo comunque presente che tutto il GSE è impegnato in tal senso. L’obiettivo di creare valore a medio-lungo termine, grazie a un’etica quotidiana nella gestione dell’impresa, ci ha portato a confermare la nostra piena e totale adesione al progetto Global Compact delle Nazioni Unite, nato per promuovere la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto dei diritti umani e del lavoro, e la lotta alla corruzione.

La trasparenza, nel momento in cui rende evidenti costi e benefíci immanenti, diviene essa stessa uno strumento di sostenibilità. Per questo motivo il GSE ritiene opportuno affrontare le tematiche dell’analisi dell’impatto delle proprie attività sullo sviluppo sostenibile utilizzando un duplice approccio: da un lato, la consolidata misurazione e rendicontazione delle performance di sostenibilità aziendali; dall’altro, la definizione di metodologie e strumenti in grado di rappresentare e valorizzare gli impatti della Società sul sistema Paese. Attraverso la misurazione del valore generato, si possono produrre informazioni utili per i cittadini – in grado di rendere concreti i benefíci degli investimenti sulla sostenibilità che essi stessi fanno – e a supporto dei decisori, ai fini della valutazione dell’efficacia e dell’efficienza delle politiche attuate, per il loro aggiornamento e per la definizione di nuovi strumenti.

L’impegno alla trasparenza si declina per il GSE in tanti modi. Uno è la pubblicazione, anche quest’anno, del Bilancio di Sostenibilità, pubblicazione volontaria, dato che la Società non rientra nel novero dei soggetti obbligati all’applicazione del D.Lgs. 254/16 per quanto riguarda la comunicazione di informazioni non finanziarie, di carattere ambientale e sociale, fornite secondo specifiche metodologie e standard di rendicontazione (GRI-G4). Chiuso il Bilancio di Sostenibilità diamo appuntamento ai nostri stakeholder non al prossimo anno, ma a ogni giorno, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, sia per promuovere la sostenibilità sia per rendere conto quantitativamente del nostro impatto sul sistema Paese in termini di valore generato.

Dato il nostro ruolo, monitorando il perseguimento dei nostri obiettivi di sostenibilità contribuiremo anche a misurare il livello di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile da parte del nostro Paese. Il Presidente e Amministratore Delegato Francesco Sperandini​