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VERSO LA TRANSIZIONE ENERGETICA

Il passaggio a un'economia decarbonizzata è una delle principali sfide che i Paesi del mondo si sono posti per i decenni a venire.

L'Unione Europea è già sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, miglioramento dell'efficienza energetica e diffusione delle fonti rinnovabili stabiliti nel pacchetto per il clima e l'energia 2020. Dopo i target della prima "tappa" al 2020, l'UE ha già individuato obiettivi sfidanti per il 2030: ridurre la CO2 del 40%, migliorare l'efficienza energetica del 30% e portare i consumi da fonti rinnovabili al 27%.

Ogni Stato membro dovrà collaborare al raggiungimento dei target previsti attraverso i Piani Nazionali per l'energia e il clima, principali strumenti di governance per realizzare un'Unione Europea dell'Energia.


IL PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L'ENERGIA E IL CLIMA

LA PROPOSTA DELL'ITALIA

L’8 gennaio 2019 è stata resa nota la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNEC) inviata a Bruxelles dal Ministero dello Sviluppo Economico in concerto con il Ministero dell’Ambiente e con quello dei Trasporti.

Il documento sarà oggetto di discussione in sede europea nei prossimi mesi, per arrivare a una versione definitiva entro la fine del 2019.

Il Piano è strutturato in 5 dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell'energia, ricerca, innovazione e competitività.

Questi i principali obiettivi: una percentuale di produzione di energia da FER nei Consumi Finali Lordi di energia pari al 30%, in linea con gli obiettivi previsti per l'Italia dalla UE e una quota di energia da FER nei Consumi Finali Lordi di energia nei trasporti del 21,6%. Inoltre, il Piano prevede una riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43% e la riduzione dei gas ad effetto serra per tutti i settori non ETS del 33%.


LA STRATEGIA
ENERGETICA
NAZIONALE

Come sarà l'Italia nel 2030? Forte, pulita, sicura. In una fase di grande transizione, che porterà nel 2030 a un sistema energetico profondamente diverso, la SEN è il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento alle porte. Un piano condiviso e partecipato, nato dal confronto con imprese, consumatori cittadini, esperti internazionali di salute e tutela ambientale.

La SEN pone le basi per costruire:

  • "un paese più competitivo" perché abbassa il costo delle bollette energetiche, sostiene il Made in Italy, crea nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per la nascita di imprese nella manifattura, nei servizi e nell’agricoltura;
  • "un paese più green" perché contribuisce alla decarbonizzazione totale, apre nuovi orizzonti alla ricerca universitaria, promuove uno stile di vita responsabile incentivando la mobilità sostenibile;
  • "un paese più sicuro " perché rafforza l’indipendenza energetica dell’Italia e garantisce forniture flessibili e sicure.


IL CONTESTO
EUROPEO

L'Accordo di Parigi del dicembre 2015, adottato durante la Conference of the Parties 21, definisce un piano d'azione globale per limitare il riscaldamento terrestreal di sotto dei 2 ºC. La domanda di energia globale è stimata in crescita, con un aumento del 18% al 2030.


UN SETTORE IN
EVOLUZIONE

Il settore energetico sta evolvendo verso l'obiettivo fossil fuel free al 2040. Scopri le principali tappe di questa evoluzione.





​I RISULTATI OTTENUTI
DALL'ITALIA

Nel 2016 la quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili risulta pari al 18,1%, un valore superiore al target assegnato all'Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020 (17%).

In tema di rinnovabili elettriche, a fine 2018, risulta in esercizio oltre 1 GW di potenza aggiuntiva rispetto al 2017 per circa la metà relativa a impianti eolici che hanno fatto richiesta di incentivi. Sul fronte delle rinnovabili termiche invece, rispetto all'anno precedente, le stime indicano una flessione dei consumi (-3% circa) causa il minor utilizzo di bioenergie dovute alle temperature meno rigide. 

Quanto ai Trasporti le stime indicano un deciso incremento dell'immissione in consumo dei biocarburanti (+18% circa) dovuto all'aumento della quota d'obbligo di miscelazione.